Montoya, il terzino seguito dalla Roma

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ROMA - Vent’anni, spagnolo, titolare del Barcellona B e della nazionale Under 21 di Luis Milla. Ha il contratto in scadenza il 30 giugno del 2012: tratta il rinnovo per altre due stagioni, ma nel Barcellona si sente chiuso dal brasiliano Dani Alves e continua a interessare sempre alla Roma, al Valencia e al Bayern Monaco. Luis Enrique è stato per due anni il suo allenatore nel Barça B e già nella scorsa estate aveva pensato di portarlo alla Roma. Conosce le gerarchie del Barcellona, sulla fascia destra è chiuso dal brasiliano Dani Alves e il rischio di una lunga anticamera gli impone un’attenta riflessione sul suo futuro. Martin Montoya è un terzino, ha vent’anni, è titolare della nazionale spagnola Under 21 ed è cresciuto nel Barcellona B con Luis Enrique, che già a giugno aveva suggerito ai dirigenti della Roma di investire su questo difensore. Montoya si trova davanti a un bivio: il suo contratto con il Barcellona è in scadenza il 30 giugno del 2012. Le offerte non gli mancano, ha un ampio ventaglio di soluzioni: piace alla Roma, interessa al Valencia e lo segue il Bayern Monaco.


LA TRATTATIVA - Il Barcellona spinge per prolungare l’accordo con Montoya, gestito dal procuratore Josè Maria Orobitg. Il 19 novembre c’è stata un’altra riunione tra il manager di Montoya e i dirigenti blaugrana. Si è compiuto qualche passo avanti, si sono discussi i termini di un rinnovo fino al 2014, prendendo in esame la possibilità di cedere Montoya con la formula del prestito in Spagna o all’estero, in attesa di riportarlo al Camp Nou. Ma la firma non è ancora arrivata.


CORSA E QUALITA’ - La Roma è pronta a inserirsi, anche il Valencia e il Bayern stanno cercando di capire gli sviluppi della trattativa per il rinnovo. Montoya è un altro dei pezzi pregiati della famosa “cantera” del Barcellona. Corsa, velocità, buona tecnica, cross, applicazione e generosità. Spinge, prende il largo con le sue accelerazioni, con i suoi cambi di marcia, ma garantisce certezze anche in fase di marcatura: è attento, spigoloso, determinato, ordinato negli appoggi. Si occupa della punta esterna o del centrocampista mancino che gli si piazza davanti.
 

L’EREDE DI DANI ALVES - E’ agile, rapido, cerca di anticipare l’avversario. Macina tanti chilometri sulla sua corsia. Il suo punto di riferimento è Dani Alves, classe 1983, che il Barcellona ha acquistato nel 2008 dal Siviglia: il club andaluso lo aveva notato nel 2002 quando il brasiliano giocava nel Bahia. Hanno caratteristiche simili anche a livello fisico, per quanto riguarda la struttura muscolare. Montoya è alto un metro e 74, Dani Alves sfiora il metro e 70. Guardiola ha sempre espresso parole d’elogio nei confronti di Montoya, non intende farlo partire e ha invitato i dirigenti del Barcellona a blindarlo con un nuovo contratto.


UN FORTE LEGAME - Ha sempre indossato la maglia blaugrana, l’idea di un distacco lo fa soffrire, ma ha il timore di avere poche prospettive immediate alla corte di Guardiola. E così, prima di firmare il rinnovo, vuole analizzare ogni aspetto. ll Barcellona spera di convincerlo, prospettandogli magari la stessa soluzione studiata per Bojan Krkic e Oriol Romeu: nella scorsa estate l’attaccante è passato alla Roma e il mediano-regista si è legato al Chelsea di Villas Boas. Ma su entrambi il Barcellona si è garantito un diritto di prelazione e avrà la possibilità di esercitare un contro-riscatto per riportarli al Camp Nou. E per Montoya potrebbero crearsi gli stessi scenari. Una cessione per uno o due anni, con l’obiettivo di farlo crescere e maturare.


IL SUO MAESTRO - Luis Enrique ha avuto modo di allenarlo per due stagioni nel Barcellona B, dal 2009 al 2011, ma già nel primo anno lo aveva tenuto sotto osservazione nella squadra “Juvenil A”. Ha seguito i passaggi cruciali della sua evoluzione. Nella Roma sta cercando un terzino con questo profilo: un esterno basso in grado di inserirsi, di lavorare in appoggio ai centrocampisti e alle punte. Montoya ha conservato un ottimo rapporto con Luis Enrique. Merito del tecnico gialllorosso se il terzino è entrato anche nelle grazie di Guardiola.


IL GRANDE SALTO - Montoya ha debuttato nella Liga il 26 febbraio del 2011 (Maiorca-Barcellona 0-3), entrando a cinque minuti dalla fine al posto di Adriano. Due le presenze complessive nella squadra di Messi, Iniesta e Xavi: la seconda contro la Real Sociedad, il 30 aprile del 2011, con la vittoria a sorpresa dei baschi sul campo di San Sebastian (2-1 in rimonta dopo la rete di Thiago Alcantara, firmato da Ifran e Xabi Prieto). Con Luis Enrique, nel Barcellona B, è diventato subito titolare. Nella scorsa stagione, Montoya è stato impiegato trenta volte. Solo una sostituzione, per un fastidio muscolare, nella gara vinta per 4-0 con il Gimnastic. Adesso sta continuando a giocare nel Barcellona B. E ambisce a un salto di qualità in tempi brevi. Nel campionato attuale di “Segunda Division” ha totalizzato finora undici presenze. E’ uno dei leader del gruppo guidato da Eusebio Sacristan, l’erede di Luis Enrique.


IN RAMPA DI LANCIO - Montoya è considerato in Spagna il miglior terzino destro dell’ultima generazione. Ha fatto parte in passato dell’Under 17 di Juan Santisteban. Ora è il padrone della fascia nell’Under 21 di Luis Milla. Con Marc Bartra, altro 1991, difensore centrale del Barcellona B, è entrato nei piani di diversi club stranieri. E anche su Bartra, i dirigenti blaugrana stanno lavorando a pieno regime per evitare di perderlo a parametro zero. Così come Montoya, infatti, ha un accordo in scadenza nel prossimo giugno.


LA CARTA D’IDENTITA’ - Martin Montoya Torralbo è nato a Viladecans, in provincia di Barcellona, il 14 aprile del 1991. E’ cresciuto nel settore giovanile del Barcellona. Aveva otto anni quando superò il provino. Nel 2007-08, con la squadra “Juvenil A”, aveva sfiorato la conquista della Coppa del Re di categoria. Dal 2009 fa parte del Barcellona B. Ha esordito nella Liga il 26 febbraio del 2011, ma la sua prima apparizione assoluta alle dipendenze di Guardiola l’aveva vissuta il 19 agosto del 2009, quando fu schierato addirittura titolare contro il Manchester City nel Trofeo Joan Gamper.

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